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Dintorni · Parchi

Il Parco Querini, il grande giardino di Vicenza

La principale oasi verde del centro di Vicenza, a circa 15 minuti a piedi dalla casa. Tempietto neoclassico, viali alberati e statue: perfetto per una passeggiata all'aria aperta o per il jogging.

15 minuti a piedi Il verde del centro
Parco Querini, a Vicenza
Parco Querini, a Vicenza. Foto: archivio Casa Borgo Casale.

Quindici minuti a piedi dalla casa, appena fuori dal giro dei monumenti: il Parco Querini è il posto dove Vicenza va a correre, a leggere all'ombra, a portare i bambini. È la principale oasi verde del centro e, dopo una mattinata passata fra logge e musei, è anche il modo più semplice per cambiare ritmo senza prendere l'auto.

Da giardino privato a parco di tutti

Il parco si distende fra il fiume Bacchiglione, contrà San Marco e viale Ridolfi, occupa circa dodici ettari ed è il più esteso spazio verde pubblico della città. Nasce come giardino privato di Palazzo Capra Querini. La forma che vedete oggi gli viene data intorno agli anni Venti dell'Ottocento, con il lungo viale e la collinetta artificiale al centro. Dopo la morte di Antonio Capra, nel 1837, passa di proprietario in proprietario — fra questi i Querini, da cui il nome — finché il Comune di Vicenza lo acquisisce alla fine degli anni Sessanta e lo apre al pubblico a partire dal 1971.

Il viale delle statue e il tempietto

L'asse del parco è un lungo viale alberato dritto, fiancheggiato da statue settecentesche di soggetto classico, vasi e obelischi, che porta fino alla collinetta. In cima sta il tempietto: una costruzione circolare a dodici colonne ioniche, realizzata da Antonio Piovene intorno al 1820, posata su un isolotto e circondata da un anello d'acqua, la peschiera. È l'immagine che tutti associano al Querini ed è anche l'unico punto rialzato da cui si guardano le chiome degli alberi dall'alto. Il resto del parco è più libero: prati grandi, alberi vecchi, vialetti che si perdono verso il fiume.

Come si usa davvero

Al mattino presto è territorio di chi corre: i vialetti sono lunghi, piani e ben tenuti, e si fanno giri regolari senza incrociare traffico. Nelle ore centrali, d'estate, è soprattutto una questione di ombra. Il pomeriggio è il momento delle famiglie, e in autunno il viale delle statue diventa la passeggiata più bella del centro, con la luce che arriva bassa fra i tronchi. Chi ha voglia di allungare può spingersi verso il lato del fiume e rientrare poi in centro dall'altra parte, chiudendo un anello tranquillo di poco più di mezz'ora. Il parco è recintato e gli orari di apertura seguono le stagioni, con chiusura molto più presto d'inverno che d'estate: il cartello all'ingresso riporta quelli in vigore.

Un quarto d'ora dalla casa

Da Borgo Casale si arriva a piedi in un quarto d'ora abbondante, camminando dentro il centro e senza tratti complicati. È una buona idea per la prima sera, tanto per smaltire il viaggio, ed è un'idea ottima per chi viaggia con bambini: dopo una giornata di visite, un'ora di prato vale più di qualsiasi altra tappa. Poi si rientra con calma all'appartamento, che è a pochi minuti di strada.

Consigli pratici

  • È il posto giusto per la mattina presto: i vialetti sono lunghi e piani, buoni per correre o per una passeggiata con il passeggino.
  • Gli orari di apertura cambiano fra inverno ed estate: il cartello all'ingresso riporta quelli in vigore in quel periodo dell'anno.
  • Portate acqua e un telo se volete fermarvi: di ombra sotto gli alberi ce n'è parecchia e i prati sono adatti alla sosta.
  • In autunno percorrete il viale delle statue fino al tempietto: mezz'ora fra una visita e l'altra rende più di quanto sembri.