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Dintorni · Monumenti

La Basilica Palladiana e le sue logge

Simbolo architettonico di Vicenza, affacciato su Piazza dei Signori a circa dieci minuti a piedi dalla casa. Logge a serliana di Andrea Palladio e terrazza panoramica sui tetti del centro.

10 minuti a piedi Piazza dei Signori
Basilica Palladiana, a Vicenza
Basilica Palladiana, a Vicenza. Foto: archivio Casa Borgo Casale.

Dalla casa bastano una decina di minuti a piedi. Si prende verso il centro storico, si infila qualche contrà stretta e a un certo punto la piazza si apre: la Basilica Palladiana è lì, lunga quanto tutto il lato, affacciata su Piazza dei Signori. È il simbolo architettonico di Vicenza ed è il motivo per cui il nome di Andrea Palladio è diventato famoso ben oltre il Veneto.

Non è una chiesa

Il nome trae in inganno quasi tutti. Sotto le logge c'è il Palazzo della Ragione, l'edificio pubblico medievale in cui si amministrava la giustizia e si trattavano gli affari della città. Palladio usò la parola «basilica» nel senso antico, romano: l'edificio civile dove si discute e si commercia, non un luogo di culto. Quando la vecchia struttura cominciò a cedere, la città cercò per anni una soluzione e nel 1549 aprì il cantiere sul progetto del giovane architetto. Fu l'incarico che gli cambiò la carriera.

Il trucco delle logge

Il problema era serio: il palazzo medievale era irregolare, le campate non erano tutte uguali e un colonnato normale avrebbe messo in mostra ogni sbilanciamento. Palladio rispose con la serliana, cioè un arco a tutto sesto affiancato da due aperture rettangolari più basse, delimitate da colonne. Tenendo costante la luce dell'arco e facendo variare la larghezza delle aperture laterali, riuscì a far sembrare regolare una struttura che regolare non era. La calma che trasmette la facciata non è un caso: è una correzione ottica, ripetuta campata dopo campata.

Il cantiere fu lunghissimo. Il primo ordine di logge venne concluso nel 1561, il secondo solo nel 1597 e il fronte verso Piazza delle Erbe arrivò nel 1614. Palladio, morto nel 1580, la sua opera più celebre non la vide mai finita.

Il salone, il tetto e la terrazza

Sopra le logge c'è un unico salone enorme, coperto da un tetto a carena di nave rovesciata rivestito in rame: da fuori non ve lo aspettate, ed è la sorpresa di chi sale. La copertura fu distrutta dai bombardamenti dell'ultima guerra e in seguito ricostruita. Oggi il salone ospita mostre, conferenze ed eventi, e nella bella stagione si può salire anche sulla terrazza panoramica, da cui si vedono i tetti del centro e, nelle giornate limpide, i colli intorno alla città. Aperture e biglietti cambiano con la stagione e con la mostra in corso, quindi conviene controllare i canali ufficiali prima di mettersi in cammino.

Insieme agli altri edifici palladiani della città, la Basilica fa parte dal 1994 del sito UNESCO «La città di Vicenza e le ville palladiane del Veneto». Di fianco svetta la Torre Bissara, la torre civica, che supera gli ottanta metri di altezza.

Come organizzarsi

Per vederla da fuori non serve programmare nulla: le logge sono sempre lì e la piazza è pedonale. Il consiglio è guardarla due volte, perché di giorno e di sera sono due edifici diversi: alla luce naturale conta il disegno degli archi, al buio conta l'illuminazione che stacca la pietra chiara dal cielo. Chi dorme nell'appartamento di Borgo Casale se la ritrova sulla strada praticamente a ogni rientro, quindi non c'è bisogno di incastrarla in un programma: capiterà da sola.

Consigli pratici

  • Guardatela prima da Piazza dei Signori e poi da Piazza delle Erbe, sul lato opposto: da sotto il gioco degli archi si legge molto meglio.
  • L'accesso al salone e alla terrazza dipende dalla stagione e dalle mostre in corso: verificate sui canali ufficiali il giorno prima di andare.
  • Per le fotografie puntate sul primo mattino o sul tardo pomeriggio, quando la pietra chiara non è schiacciata dalla luce piena.
  • Andateci a piedi: la zona è pedonale e cercare un posto auto in centro costa più tempo della passeggiata da Borgo Casale.