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Dintorni · Spiritualità

Il Santuario della Madonna di Monte Berico sul colle che domina la città

Luogo di culto mariano e meta di pellegrinaggi a circa 3 km dall'appartamento, in posizione panoramica sul colle. Dal piazzale la vista abbraccia l'intera pianura veneta.

3 km dalla casa Vista sulla città
Santuario della Madonna di Monte Berico, a Vicenza
Santuario della Madonna di Monte Berico, a Vicenza. Foto: archivio Casa Borgo Casale.

Tre chilometri dall'appartamento, sul colle che chiude Vicenza a sud. Il Santuario della Madonna di Monte Berico si vede da mezza città e, dal suo piazzale, in cambio si vede mezza città: è il punto panoramico più noto del vicentino ed è anche, da quasi sei secoli, il principale luogo di culto mariano della zona.

Una promessa fatta durante la peste

La storia comincia il 7 marzo 1426, mentre la peste flagella Vicenza da anni. Secondo la tradizione la Madonna appare sul colle a Vincenza Pasini, una donna anziana di umili origini, e le chiede di farsi messaggera presso le autorità religiose e civili perché venga costruita una chiesa nel luogo dell'apparizione. Una seconda apparizione viene collocata il primo agosto 1428. La prima pietra è posata il 25 agosto dello stesso anno dal vescovo Pietro Emiliani e in tre mesi sorge una prima piccola chiesa.

Due chiese diventate una

Quello che si visita oggi è il risultato di due edifici saldati insieme: la chiesa gotica del Quattrocento e la basilica barocca della seconda metà del Seicento, unite attorno all'altare della Madonna. Nel 1904 papa Pio X elevò il santuario al rango di basilica minore. La custodia è affidata all'ordine dei Servi di Maria e il luogo resta prima di tutto una meta di pellegrinaggio: molti vicentini ci salgono a piedi, da soli o in gruppo, e lo fanno tutto l'anno.

Il Veronese nel refettorio

Accanto alla chiesa, nell'antico refettorio, si trova una delle grandi tele di Paolo Veronese: la «Cena di san Gregorio Magno», dipinta nel 1572, quasi quaranta metri quadrati di pittura. È l'unica fra le celebri «Cene» del Veronese rimasta nel luogo per cui fu realizzata, e ne ha passate parecchie: portata via in epoca napoleonica e poi restituita, ridotta in pezzi durante il saccheggio del 1848, infine restaurata e riaperta al pubblico nel 2022. Vale la deviazione anche per chi non sale per motivi religiosi; modalità e tempi di accesso dipendono dalle celebrazioni, quindi conviene informarsi prima.

Come salire

In auto sono pochi minuti dalla casa. A piedi si può fare la salita storica lungo i Portici di Monte Berico, progettati da Francesco Muttoni e costruiti a partire dal 1746: circa settecento metri di arcate, una centocinquantina in tutto, disposte in gruppi di dieci che accompagnano il cammino fino alla sommità del colle. È una passeggiata bella e faticosa insieme, e arrivare in cima dopo averla fatta a piedi ha un altro sapore. Dal piazzale, con la pianura veneta davanti, si capisce perché la chiesa sia stata costruita proprio lì; e dall'appartamento di Borgo Casale ci si arriva senza dover pianificare nulla.

La salita dei portici è continua e in pendenza: scarpe comode, acqua d'estate e un po' di calma. Con passeggini o con poco fiato, meglio salire in auto e godersi il piazzale.

Consigli pratici

  • Salite nel tardo pomeriggio: la luce radente sulla pianura vista dal piazzale è la cosa migliore della giornata.
  • Il santuario è un luogo di culto attivo: abbigliamento sobrio e silenzio durante le celebrazioni sono la regola, non una cortesia.
  • Per vedere la tela del Veronese nel refettorio informatevi prima sulle modalità di accesso: dipendono dal calendario del santuario.
  • Nei giorni di festa il piazzale si riempie e i posti auto finiscono presto: se potete scegliete un giorno feriale, oppure salite a piedi.