Il lago di Fimon, ad Arcugnano, sui Colli Berici
Il lago di Fimon, ad Arcugnano, sui Colli Berici. Foto: Vonvikken · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

I Colli Berici sono una stranezza geografica: un gruppo di colline isolate, appoggiate in mezzo alla pianura fra le Prealpi Venete e il Po, senza continuità con nessun'altra montagna. Sono basse, e per questo vengono spesso liquidate come la collinetta dietro Vicenza. In realtà hanno una loro complessità: valli lunghe, pareti verticali, grotte, un lago e quindici comuni che ci vivono dentro. La città ne è il confine nord, non un punto di osservazione esterno.

Dove cominciano

Cominciano subito. La punta settentrionale del rilievo è Monte Berico, la collina del santuario, che dal centro di Vicenza dista circa tre chilometri: ci si arriva a piedi lungo il portico o in pochi minuti d'auto. Da lì in poi le colline scendono verso sud per decine di chilometri, fino ad aprirsi sulla pianura all'altezza dei paesi più bassi. Chi guarda Vicenza dal piazzale del santuario sta già sui Berici, anche se di solito non ci pensa.

I comuni interessati sono quindici, fra cui Arcugnano, Longare, Castegnero, Nanto, Barbarano Mossano, Villaga, Zovencedo, Val Liona, Brendola, Altavilla Vicentina, Sossano, Orgiano, Lonigo, Alonte e Vicenza stessa. Nessuno di questi è una destinazione da folla: sono paesi normali, con qualche chiesa, qualche villa e molte strade strette.

Come sono fatti

La roccia è in prevalenza carbonatica e di origine marina: questa è una vecchia scogliera, non un pezzo di Alpi eroso. Ne conseguono due cose. La prima è la forma: versanti dolci e regolari quasi ovunque, tranne sul lato sud-orientale, dove si apre una sequenza quasi continua di pareti nude e verticali. La seconda è la pietra, tenera e facile da lavorare, cavata per secoli e usata nell'architettura vicentina, Palladio compreso: il gruppo più noto è quello della pietra di Nanto, di colore fra il giallo sabbia e l'ocra, estratta fra Nanto e Grancona.

Le valli dividono il rilievo in due. La più lunga è la Val Liona, una dozzina di chilometri da Zovencedo fino allo sbocco in pianura; l'altra è la Valle di Fimon, che entra nei colli dal lato di Arcugnano.

Covoli e ventidotti a Costozza

La collina dietro Costozza, frazione di Longare, è bucata da una serie di cavità chiamate covoli: alcune naturali, molte allargate nei secoli prima per estrarre pietra e poi per usarle come cantine e depositi. Dentro la temperatura resta quasi costante tutto l'anno, intorno ai dieci-dodici gradi.

Fra il Cinquecento e il Seicento qualcuno ebbe l'idea di sfruttarla. Alcune ville del paese furono collegate alle grotte con condotti chiamati ventidotti, che portavano l'aria dei covoli nei sotterranei e poi nelle stanze, rinfrescandole d'estate e mitigandole d'inverno. È un impianto di climatizzazione che non consuma nulla, costruito sulla sola differenza di temperatura, e come principio funziona ancora.

Sentieri, pareti e il lago di Fimon

I Berici si camminano bene. La rete di sentieri collega i paesi ai crinali con dislivelli modesti ed è praticabile quasi tutto l'anno: d'estate si soffre il caldo umido della pianura, d'inverno il fondo può essere fangoso, mentre la primavera e l'autunno sono le stagioni giuste. Uno dei percorsi più noti parte da Lumignano, altra frazione di Longare, e passa sotto le scogliere che incombono sul paese.

Proprio quelle pareti hanno reso Lumignano un nome conosciuto anche fuori dall'Italia fra chi arrampica: sono falesie di roccia compatta, frequentate da decenni per l'arrampicata sportiva. Sulla stessa parete, appoggiato a una cengia stretta sotto uno strapiombo, sta l'eremo di San Cassiano. Più in basso, nella valle omonima in comune di Arcugnano, c'è il lago di Fimon: è quel che resta di un bacino un tempo molto più esteso ed è l'ultimo specchio d'acqua naturale rimasto nei colli, dopo che gli altri sono scomparsi o sono stati bonificati.

Le falesie sono terreno d'arrampicata, non sentiero: si guardano dal basso. L'eremo di San Cassiano apre solo in occasioni stabilite, con visite guidate; per sapere quando, fate riferimento ai canali ufficiali prima di salire.

Dormire in città con le colline dietro

Il bello dei Berici è che non richiedono un trasferimento: si esce dopo colazione, si cammina mezza giornata e si rientra in città per cena. Casa Borgo Casale sta in una zona residenziale tranquilla di Vicenza, a cinque minuti a piedi dal centro storico e a pochi minuti d'auto dalla strada che sale sui colli.

Una base nel cuore di Vicenza

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