Le chiese di Vicenza non sono una tappa di ripiego per la giornata di pioggia: sono il posto dove la città conserva le sue cose migliori, e due o tre quadri che qui si vedono senza fila altrove avrebbero una coda fuori dalla porta. Sono tutte raggiungibili a piedi dal centro, e per vederle bene basta una mezza giornata.
La Cattedrale di Santa Maria Annunciata
Il Duomo si riconosce da lontano per la facciata gotica a fasce alternate di marmo bianco e rosso, realizzata nel Quattrocento. Poi arriva Palladio, che firma il portale nord, il tamburo e la cupola: un innesto rinascimentale su un corpo gotico che è tipicamente vicentino.
C'è una cosa che conviene sapere prima di entrare: la cattedrale fu colpita in pieno dai bombardamenti del 1944, che distrussero la cupola e buona parte della navata. Quello che si vede oggi è il risultato di una ricostruzione lunga decenni, conclusa solo in anni recenti. Guardandola con questa informazione in testa, l'interno sobrio si spiega da sé.
Santa Corona e i suoi due capolavori
Santa Corona è una chiesa domenicana di forme gotiche, in Contra' Santa Corona, e deve il nome a una reliquia della corona di spine. Dentro ci sono due dipinti che da soli valgono il viaggio.
Il primo è il Battesimo di Cristo di Giovanni Bellini, dipinto all'inizio del Cinquecento per il nobile vicentino Giovan Battista Garzadori e ancora oggi sull'altare della sua famiglia: la scena sacra è ambientata in un paesaggio di colline che sembra respirare. Il secondo è l'Adorazione dei Magi di Paolo Veronese, una grande tela notturna della maturità del pittore, costruita come una sequenza di ritratti veri. Accanto alla chiesa, nei due chiostri, c'è il Museo Naturalistico Archeologico: se siete già lì, è una tappa che si aggiunge senza fatica.
San Lorenzo, la chiesa dei francescani
Fondata dai frati minori alla fine del Duecento, San Lorenzo è la grande chiesa di pietra che chiude il lato nord-ovest del centro, verso Corso Fogazzaro. Le forme sono quelle sobrie della tradizione francescana: navate ampie, pochissima decorazione, luce alta.
Il pezzo da guardare per primo è il portale trecentesco, opera dello scultore e architetto veneziano Andriolo de Santi, con le sue figure scolpite ai lati. Dentro, la chiesa custodisce monumenti funebri di famiglie vicentine e un chiostro laterale che è uno degli angoli più silenziosi della città, a pochi metri dal passeggio del Corso.
Santi Felice e Fortunato, la più antica
A una ventina di minuti a piedi dal centro, verso ovest, c'è la basilica dei Santi Felice e Fortunato, uno dei complessi paleocristiani più importanti del Veneto. Qui non si viene per un quadro, ma per la stratificazione: sotto e accanto all'edificio attuale si conservano porzioni di pavimenti a mosaico delle chiese più antiche, di epoca tardoantica.
All'esterno, il portale reca un'iscrizione che lo data al 1154 e ne indica l'autore; il campanile, che alla base mostra materiale di età romana, fu costruito nel X secolo e in gran parte rifatto dopo il terremoto del 1117. Se il Duomo racconta il Rinascimento e Santa Corona il Gotico, questa chiesa racconta l'inizio di tutto.
Dormire a pochi passi dal Duomo
Queste quattro chiese si legano bene in un unico giro a piedi, e conviene partire da vicino per non doverlo spezzare. Casa Borgo Casale è un appartamento intero in una via residenziale tranquilla a cinque minuti dal centro storico: si scende verso il Duomo la mattina presto, quando le chiese sono più silenziose, e si rientra senza avere mai preso l'auto.
Una base nel cuore di Vicenza
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